home’s Cool: gli errori più comuni di fronte ai capricci dei bambini

I capricci sono molto spesso il gioco preferito dai bambini; un oggetto, una ricorrenza, un’attività da fare, un luogo da raggiungere, una pietanza da assaggiare, diventano il fulcro energetico intorno al quale girano tutti i pensieri ed i desideri reconditi del bambino.
Che sia un giocattolo o andare a mangiare il gelato, il capriccio ha una capacità doppia ed inversa:

  • esaurire le energie degli adulti
  • aumentare le energie del bambino

Il bambino si comporta come uno stratega: sfinisce il “nemico” con una guerra di trincea in cui è solo il più stanco a gettare per prima la spugna.

In questo articolo vediamo gli errori più comuni degli adulti di fronte ai capricci dei più piccoli.

  1. Non dare il giusto peso al capriccio
    Il bambino sfrutta questo stratagemma per attirare l’attenzione e soprattutto testare la capacità dell’adulto di discernere tra cose di vitale importanza e cose futili.
    Rispondere affermativamente ad una richiesta futile, accontentando il bambino pur di tenerlo buono, gli darà la percezione che l’adulto non sia in grado di scegliere il meglio e per il meglio.
    Esempio
    Voglio la caramella, voglio la caramella, voglio la caramella, voglio la caramella!!!
    E’ la richiesta di un oggetto semplice da reperire; se viene corrisposto immediatamente questo bisogno, si darà importanza massima ad un gesto semplice.
    E quando chiederà attenzioni più profonde? Occorre dare il giusto peso alle richieste.
    Esempio
    Andiamo al mare a rilassarci!
    Può essere un capriccio che cela una richiesta seria di relax e divertimento. Meglio un bambino felice con cui giocare in allegria o un impegno di lavoro noioso? Il bambino è sempre una bomba che rimette l’adulto in asse, riportandolo concentrato sulle cose realmente importanti della vita.
  2. Rispondere al capriccio con un altro capriccio
    E’ il classico errore che l’adulto commette e, somiglia un pò alla stessa dinamica di quando il bambino urla: l’adulto urla più forte. Di fronte al capriccio l’adulto non si comporta come un bambino nella sua connotazione vitale e curiosa, ma in modo infantile, fastidioso e petulante, facendo valere le sue ragioni, spesso fragili, davanti al capriccio. Crede che essendo adulto ha più voce in capitolo, ma il capriccio del bambino in quel momento è l’unico segnale utile per evolversi e crescere come essere umano.
    Esempio (Storia vera)
    Un adulto gioca a biglie sulla spiaggia con due bambini; uno dei due è diversamente vivace ed infrange continuamente le regole del gioco. A lui non interessa il gioco in sé ma unicamente divertirsi con gli altri. Fa i capricci affinché possa ridere, scherzare anziché rispettare regole sterili.
    L’adulto di fronte a cotanta ribellione entra in modalità capriccio per step:
    – Minaccia: “Se non la smetti me ne vado e non giochiamo più
    – Vendetta: “Ecco, visto che non sai giocare, me ne vado e ti lascio da solo a giocare

Il bambino proprio non capisce il linguaggio del capriccio dell’adulto; a lui rimane solo che il divertimento venga stoppato e sostituito dal senso di colpa, dalla paura e dalla tristezza.

Se un adulto fa i capricci è forse perché non ha potuto farli da bambino.
Se un bambino fa i capricci è perché non si diverte abbastanza.

Soluzione? Giocare, giocare, giocare!!!