home’s Cool: e se i bambini fanno ciò che vogliono?

Molti genitori guardando le attività di home’s Cool da osservatori, ci confidano di avere l’impressione che i bambini facciano ciò che vogliono, che passino 2,3,4 ore a fare ciò che desiderano, senza regole coercitive, senza costrizioni, senza sentire comandi urlati, senza ascoltare adulti strepitare sbiascicando ordini. Anarchia insomma…

E’ esatto!
L’impressione è giustissima e sacrosanta! 

Sfatiamo subito il mito malsano riguardante l’anarchia: non è distruzione, rompere tutto e tutti, fracassare oggetti, ossa e denti. Quella si chiama violenza incontrollata.
L’anarchia letteralmente significa “condizione di aggregazione sociale in cui sono assenti costrizioni esterne e vengono promosse l’autonomia e l’individualità dei soggetti”.

Dove è la violenza in questa frase?

Fare ciò che ci si vuole è stato sempre associato a mancanza di felicità con presenza di aggressività e violenza tra bambini ed, urla ed esaurimento tra i tutor. Ci siamo abituati ad una idea mediocre e sfasata dell’anarchia, opposta:

“fare ciò che si vuole è deleterio ed equivale a perdere tempo! Prima il dovere e poi…” 
E poi “basta” aggiungiamo noi, perchè sei talmente stufo e stanco di fare le cose per dovere che non trovi più il piacere di fare ciò che ti rendere felice (e questo messaggio è potentissimo nei bambini/ragazzi).

E’ una mera illusione, una colossale bugia a cui abbiamo creduto. E ci diamo le prove:

Se ti dicessi: “Puoi fare ciò che vuoi, ora e qui, qualunque cosa ti renda felice ed appagato!”

ti ispirerei a giocare, divertirti, rilassarti o a distruggere le persone e gli oggetti di cui sei circondato/a?

Nel momento in cui i bambini sfociano nella violenza, nella rabbia incontrollata è per attirare l’attenzione:
“Caro adulto questo gioco è noioso!”

Esperienza personale (Stefano)

Una volta riaccompagnando a casa un gruppo di 3 ragazzi, dopo una bellissima giornata al parco durante la quale abbiamo imparato nozioni di scienze giocando, eravamo in macchina e personalmente ero completamente esausto e scarico; in quel preciso istante i ragazzi hanno cominciato ad urlare, a spintonarsi, cantare a squarciagola…impazziti? Instupiditi?

Assolutamente no!

Attiravano la mia attenzione: “Stefa facciamo un nuovo gioco? Non ne hai? Inventalo!”

E così è nata Radio Barzellette, momento di ilarità durante il quale i ragazzi fingono di telefonare me, speaker strambo di questa radio assurda, per poter raccontare una barzelletta o una storia buffa realmente accaduta.

Se facciamo ciò che vogliamo, cominceremo a desiderare ed amare ciò che facciamo.

Grazie bambini!

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